Nel 2019 erano in 3, in un piccolo ufficio dell’Incubatore di Rosignano. Adesso hanno due sedi, una a Rosignano e una a Firenze, e 18 dipendenti, ma sono sempre in cerca di nuove risorse da inserire nel proprio organico. Parliamo di e-plant Industrial Design, società specializzata nella progettazione di impianti industriali per la chimica e per le energie rinnovabili, di recente vincitrice del premio Sviluppo Sostenibile assegnato dalla CNA di Livorno.

Siamo andati a trovare i tre soci fondatori, Fabrizio Ripoli, Federica Corsi e Michele Mannoni, nel grande edificio vetrato nella zona industriale delle Morelline che ospita il “quartier generale” di e-plant. Per i corridoi incrociamo ragazzi giovani, vestiti casual: si respira un’aria laboriosa ma informale.

PRIMA – L’ufficio di e-plant in allestimento…

ORA – L’attuale sede di e-plant a Rosignano

Vorremmo raccogliere qualche consiglio da trasferire agli aspiranti imprenditori, da parte di “chi ce l’ha fatta”: quando lo diciamo, sorridono e si scherniscono.

[Fabrizio] Sta andando bene, ma non vuol dire che “siamo arrivati”: c’è ancora tanto lavoro da fare. [Michele] Non si è mai “arrivati”. La società è in rapida espansione ma la soddisfazione dei clienti resta per noi un elemento fondamentale.

Ricevuto, consiglio numero 1: rimboccarsi le maniche, darsi da fare e restare umili. 

Chiediamo loro di raccontare come si sono conosciuti, di come è nata e-plant.

[Fabrizio] Ci siamo conosciuti nell’ambito di un’esperienza lavorativa precedente. Per me e Federica, che eravamo soci, questa scelta è stata quasi forzata, l’alternativa a cercare un lavoro dipendente. Abbiamo pensato «proviamoci, perché a cercare un lavoro facciamo sempre in tempo». Michele invece è stato più matto di noi, si è buttato in questa avventura senza garanzie.

Per e-plant, è stato quindi importante poter contare su un’esperienza lavorativa pregressa. Al di là della loro formazione, questo ha preparato i soci al lavoro che avrebbero affrontato in autonomia, ha permesso loro di conoscere il settore e le sue dinamiche, e di entrare in contatto con altri professionisti.

Spesso buoni progetti non riescono a decollare non perché manchino le idee, bensì le persone con cui avviare un’impresa. Chiediamo qual è l’esperienza di e-plant.

[Fabrizio] Di sicuro serve la squadra giusta. Il che vuol dire avere delle persone in cui poter riporre fiducia, con le quali dividersi i compiti. Per noi è stato fondamentale avere competenze complementari. Io non so fare ciò che sanno fare gli altri, e viceversa. Ma so di potermi fidare di loro. [Federica] Non sempre si può evitare il conflitto, capita anche che ci scontriamo apertamente, ma l’importante è farlo con intenzioni positive, per risolvere un problema.

Quindi il consiglio è: formare una squadra con competenze complementari, di cui potersi fidare e con cui non aver paura di scontrarsi

Federica Corsi e Fabrizio Ripoli ritirano il premio Sviluppo Sostenibile di CNA Livorno

Sappiamo tutti che la burocrazia italiana è piuttosto complicata e non aiuta chi vuole fare impresa. Chiediamo a Fabrizio, Federica e Michele di raccontarci la loro esperienza.

[Fabrizio] L’ufficio che ci ha fornito l’Incubatore ha semplificato l’avvio di e-plant: non dovendoci occupare di cercare una sede adatta, stipulare contratti e allacci, ci siamo potuti concentrare sul lavoro sin da subito. Ci sono state complessità burocratiche legate alla costituzione dell’impresa, che ci hanno reso la vita difficile all’inizio e hanno avuto conseguenze in seguito. Perché non abbiamo aperto in Svizzera?, scherza. Un grande aiuto è stato trovare un bravo commercialista. Questo è un consiglio che ci sentiamo di dare: non cercate il commercialista più economico, ma quello più adatto alle vostre esigenze. Chi ci segue sin dall’inizio, lo studio Biasci di Cecina, stila per noi un bilancio mensile, così possiamo valutare passo passo se c’è margine per investimenti o nuove assunzioni.

La Società si è trovata ad allargare velocemente l’organico per rispondere alle commesse che continuano ad arrivare per la progettazione di impianti in tutto il mondo . Siamo curiosi di sapere con quale atteggiamento i soci hanno accolto le rapide modifiche necessarie ad adattarsi alla rapida crescita di e-plant.

[Fabrizio] L’atteggiamento che abbiamo avuto è senza dubbio di apertura ai cambiamenti. Ad esempio, avendo alcuni dipendenti che per vari motivi orbitavano a Firenze, abbiamo colto l’occasione per aprire lì una sede, col vantaggio di essere vicini a un’università, oltre a sfruttare la centralità del capoluogo toscano.

Lo staff di e-plant

La vita da imprenditori riesce a dare molte soddisfazioni, ma sappiamo che riserva anche molte difficoltà. Oltre alla burocrazia, chiediamo qual è    o quale è stato il problema più grande che e-plant si è trovata a gestire.

[Federica] Abbiamo tuttora grosse difficoltà nel trovare profili qualificati da inserire nell’organico. La progettazione in ambito industriale non si insegna né a scuola né all’università, siamo disposti a offrire formazione, ma è comunque difficile trovare personale. Ci siamo affidati ai portali di recruiting e a quelli per neolaureati, ma chi ha le competenze che cerchiamo, anche minime, va a ruba sul mercato del lavoro. In questo momento cerchiamo sia persone che abbiano una formazione in ingegneria civile che diplomati. [Fabrizio] Stiamo cercando di trovare soluzioni: abbiamo proposto percorsi con le scuole superiori e vorremmo attivare convenzioni con le università. Siamo sempre in cerca di giovani, anche non laureati, che abbiano voglia di imparare.